| Il Partenio offre in ogni escursione più di un’esperienza: gli odori, i colori e i suoni di questi posti sono sempre il complemento al piacere di una tranquilla passeggiata fra i boschi della Valle Caudina. Ha piovuto per quasi un mese e la meta, la fontana di San Berardo, regala, più che in altre occasioni, il suono del ruscelletto che scende a valle. Non siamo qui per funghi, per la caccia o per una scampagnata. Queste passeggiate sono sempre motivate solo dal piacere di cercare posti dove governa la Natura e l’uomo ha il dovere di tacere. Purtroppo, come in altre occasioni, ci accorgiamo di come questo stato naturale sia in continuazione sotto la minaccia delle sue scelte per niente lungimiranti: c’è chi continua ad utilizzare le zone pianeggianti per il motocross (mentre le indicazioni per il viandante raccomandano di seguire il sentiero) e chi - ne abbiamo incontrati diversi - si concede una giornata di caccia nonostante questo sia un Parco Naturale. I posti che ammiriamo sono sempre frutto del progetto delicato e paziente della Natura e basta davvero poco per distruggerli e non recuperarli mai più. Cerchiamo di raccogliere informazioni sul patrimonio naturale di questi posti dettagliando le apparentemente piccole scoperte che il bosco ci permette di fare. Questa volta ‘avvistiamo’ pochi funghi, fra i quali Pholiota carbonaria, Tremella mesenterica, Helvella lacunosa, Tricholoma Sulphureum, nel tragitto che da Paolisi porta alla fontana e dalla fontana al Monte Castello di Arpaia. Purtroppo, come in una precedente occasione, ci rendiamo conto che il tempo tra le 7.30 e le 13.00 non sarebbe sufficiente a portare a termine tutto il percorso ed il ritorno; rimandiamo, per questo, ad una prossima escursione ed ad un diverso punto di partenza l’obbiettivo del Monte Castello ad Arpaia. M.C. | |
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mercoledì 8 dicembre 2010
Da San Berardo al Monte Castello di Arpaia
lunedì 26 aprile 2010
Monte Orni: flora e fatica II (ovvero: Ai piedi del Monte Orni)
| L’escursione di oggi prevede di passare dalla località Puntarelle ai piedi del Monte Orni. Il percorso è praticamente quello inverso compiuto nella prima ‘puntata’ di Monte Orni: flora e fatica. Si conferma come un percorso impegnativo nella parte che affronta il monte stesso. Noi siamo passati alle falde, mantenendo sempre sulla sinistra la parete molto inclinata dell’Orni. Se si volesse intraprendere una scalata alla cima da questa parte bisognerebbe pensarci bene: la parete è abbastanza ripida e scivolare e non trovare appiglio, immaginiamo, non deve essere una disavventura senza conseguenze. Il problema, in questa occasione, è stato superare gli avvallamenti che si ripetono nell’attraversamento orizzontale della parete che obbligano a risalire per trovare il punto di passaggio meno profondo. Una complicazione ulteriore è stato il vento che, fortunatamente, non interessava la parete ripida dell’Orni per un buon tratto. Si procede quasi con rispetto quando, alzando lo sguardo, si osserva la cima così vicina ma così faticosamente raggiungibile. Come nelle altre due occasioni (Monte Orni: flora e fatica e Intorni all'Orni) colpiscono inevitabilmente la flora e la fauna presente per la varietà multicolore: orchidee, ginestre, funghi… Riportiamo qui, per la maggior parte, le foto di questi ‘incontri’, più che del percorso. E ci rincuora il fatto che l’opera di rimboschimento iniziata dalla Regione Campania in queste zone, già incontrata la volta precedente, sia rimasta indenne dopo gli incendi della scorsa estate. Annotiamo, purtroppo, anche in questo caso, la presenza di rifiuti abbandonati per la strada che sale da Fontanavecchia (Arienzo, CE) ed un pericolosissimo cumulo di Eternit già sequestrato dalle autorità nei mesi scorsi ma che ancora, pericolosamente, staziona lì. | Purtroppo c’è anche questo… …Eternit abbandonato, e questo… Per la precisione l’eternit si trova qui |
domenica 3 gennaio 2010
San Berardo e Piano del Pozzo
| Oggi torniamo a San Berardo, salendo da Paolisi per Cupitelle. E’ da fine 2008 che non torniamo da queste parti (San Berardo 2008), ricordando oltre la bellezza del posto anche qualche immagine che lascia sconcertati: troppa immondizia lasciata in giro in posti che dovrebbero semplicemente rimanere quello che sono. Purtroppo anche oggi abbiamo trovato gli stessi rifiuti del 2008 e, in più, assistito a comportamenti di persone e gruppi di persone che questi posti vorrebbero sfruttarli per divertimenti per niente compatibili con l’ecosistema del luogo: quad tra faggi secolari, sgommate con i fuoristrada, scampagnate all’insegna del ‘divertimento alcolico’ e gara di spargimento di bottiglie ed immondizia. Pare che chiunque da queste parti possa fare quello che voglia. Però è ancora tutto così perfettamente 'naturale’ (nel senso ecologico) che ad ogni immagine la meraviglia per la bellezza del Creato si accompagna ad un pensiero di denuncia per lo sfregio insensato. Iniziamo il cammino alle 8.00 per arrivare alle 9.45 alla Fontana di San Berardo. Proseguiamo poi per tentare la salita al Monte Castello, ma ci accorgiamo che il tempo non ci basterebbe. Proseguiamo, quindi, per il Piano del Pozzo e, fra mulattiere e sentieri, cerchiamo di ritornare alla Fontana di San Berardo, che raggiungiamo verso le 12.30. Torniamo alla macchina alle 13.00. |
Bottiglie di plastica (e rifiuti di ogni genere) abbandonati nei pressi della Fontana di San Berardo Branda e rifiuti abbandonati in una parte del bosco di faggi secolari
Diverse bottiglie di birra ammucchiate sotto gli alberi
Qualcuno ha anche pensato di procurarsi la legna gratuitamente
C’è chi ha scoperto un posto nuovo da devastare con i fuoristrada…
E questi sono i rifiuti pericolosi trovati l’anno scorso. Sono ancora qui
E i copertoni? |
giovedì 13 agosto 2009
Variazioni sul tema: da Pannarano al Santuario di Montevergine
| Circa 25 chilometri a piedi dall'Oasi del WWF di Pannarano, ancora 'abitata' da astrofili che hanno passato la notte a guardare le stelle cadenti, al Santuario di Montevergine, affollato da fedeli da ogni parte d'Italia. Il Partenio non ha niente da invidiare ad altre zone di montagna più 'blasonate': basterebbe un po' più di rispetto da parte di chi lo frequenta. Partiamo alle 8.20 dall'Oasi WWF e vi ritorniamo alle 16.10. |
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domenica 7 giugno 2009
Monte Orni: flora e fatica
| Monte Orni, 832 metri sul livello del mare. Caratterizza la Valle di Suessola per la sua parete occidentale triangolare e priva di alberi. Uno dei monti più alti in questa appendice del Partenio. Fu forse sede di un insediamento sannita sulla sua cima. Alle sue pendici si incontrano i tre confini di provincia: Caserta, Benevento e Napoli. Il percorso scelto è inizato su monte Puntarella, a circa 300 metri ed è proseguito salendo fino al fianco meridionale per boschi e sentieri non sempre agevoli. Da Piana del Fieno, poi, la scalata finale fino alla cima.Abbiamo preferito scendere, invece, per il lato nord del monte, lo spigolo tra il citato triangolo e il bosco del lato settentrionale. E' stato anche più faticoso della salita per l'erba alta e i cardi spinosi che nascondevano i muretti che trattengono i terrazzamenti costruiti per il metanodotto che passa proprio di qui. Chi volesse ripeterlo dovrebbe fare attenzione alle distorsioni, molto probabili, alle scivolate sull'erba e sulla terra umida, alle spine di cardo e di rovi; oltre a tenersi pronto a dover affrontare una discesa 'interminabile'. Però verrà ripagato da paesaggi e da suoni (a cominciare da quelli dei grilli) non comuni e difficili da trovare altrove. Tutto qui. |
sabato 21 febbraio 2009
Da Talanico a Cancello per il 'Traforo' (Acquedotto del Serino) e ritorno
| Iniziando da Talanico, in San Felice a Cancello, il percorso è quasi interamente pianeggiante, tranne nelle parti terminali: Talanico stessa e il Castello di Cancello. Complessivamente, andando e tornando, si cammina per più di 20 km per un sentiero che passa proprio sopra il tratto nella Valle di Suessola dell'Acquedotto del Serino (1885). Comprese le pause e la visita al Castello di Cancello, sono occorse 5 ore e mezza: dalle 8.00 alle 13.30. Troppo evidente, anche qui, una dissennata e distruttiva gestione dei rifiuti. |
Il Castello di Cancello
| La visita al Castello di Cancello durante la passeggiata da Talanico a Cancello (e ritorno a Talanico) |
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